Lucy Orta | Trame di comunità

Testo curatoriale / Curatorial text, Simonetta Carbonaro IT_ENG

Testo critico / Critical text, Giuliano Corti_ IT_EN

Diario di residenza / Residence diary, Valentina Antonelli_ IT 

LUCY ORTA
Trame di Comunità
CasermArcheologica, Sansepolcro, 28 febbraio – 15 luglio 2026
Via Niccolò Aggiunti, 55, 52037 Sansepolcro (AR)
Aperture, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato dalle 15 alle 19

Trame di Comunità nasce dalla collaborazione tra CasermArcheologica, lo studio Lucy + Jorge Orta e la consulenza curatoriale di Simonetta Carbonaro.

Il progetto avviato nel luglio 2025, durante la residenza artistica di Lucy Orta a CasermArcheologica e in Valtiberina, è frutto di un processo di arte partecipativa. L’artista nei giorni di residenza ha esplorato il territorio e ha poi incontrato trentatré persone tra artigiani, artisti, insegnanti, imprenditori, attivisti e cittadini di età diverse. Sono nati momenti di ascolto in cui si è cominciato a raccogliere testimonianze legate al vissuto individuale e all’identità del territorio a partire dalla domanda “Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?”.

Da questo racconto collettivo Lucy Orta ha estratto l’idea essenziale trasformandola in una un’installazione originale, pensata e realizzata appositamente per questo luogo, la sua comunità e il pubblico a cui si rivolge: cinque sculture, ovvero una sorta di accampamento di tende tessute in lino e canapa coltivati nel suolo toscano: uno spazio insieme simbolico e reale di incontro e resistenza.

Trame di Comunità, nelle parole della artista, prende le mosse da un gesto primario e universale: il gesto del raccogliersi. Il riferimento è antico: l’Ohel, (in ebraico “tenda”) è l’archetipo dello spazio sacro e protettivo dove si incontra l’umano e il sacro — la tenda della Madonna del Parto o quella del manto della Madonna della Misericordia — ma è anche luogo di adunanza, di racconto, di trasmissione. Una architettura fragile e fluida sospesa fra il viaggio e la dimora provvisoria, che offre il riparo necessario durante ogni transizione.

Per dare forma a un archetipo di tale potenza Lucy Orta ha creato un’opera di straordinaria intensità, frutto di un lungo e articolato lavoro. Su ciascuno dei trentatré teli che compongono le cinque sculture dell’accampamento, l’artista ha raccolto i profili individuali della comunità ricamando i volti di ognuna delle trentatré persone incontrate. I lembi di lino e canapa, ricavati da vecchie lenzuola tessute a mano, evocano la memoria materiale e morale del territorio e il legame tra corpo, comunità e ambiente. Tra i fili sospesi dei ricami di ogni volto affiorano perle, piccole lingue d’oro, custodi silenziose della parola.

Ben novantanove piccoli artefatti in terracotta modellata a mano pendono dai teli, evocano le piante, gli animali e i minerali che gli abitanti della valle hanno associato alla loro terra. Suggeriscono l’architettura fragile ma viva di una comunità che continua a resistere. “Queste sorte di amuleti fungono da pesi, ancorano i tessuti al suolo come i rocchetti dei telai antichi, creando linee di tensione che vibrano in risonanza con le testimonianze orali incorporate nel ricamo.” spiega Lucy Orta.

L’installazione è un luogo di raccolta, rifugio e dialogo, in cui l’unicità di ciascun individuo si intreccia con un tessuto collettivo. Qui le memorie personali diventano coscienza condivisa, e ogni voce può risuonare nel coro più ampio della comunità, invitando a un’esperienza di presenza, ascolto e partecipazione attiva.

Lucy Orta è una delle artiste più riconosciute a livello internazionale per la sua capacità di unire arte visiva e impegno sociale. Con lo studio fondato con Jorge Orta nel 1901, Lucy affronta infatti tematiche come la migrazione, la tutela dell’ambiente, i diritti umani e la costruzione di comunità. Le sue opere sono state esposte in istituzioni prestigiose come la Barbican Gallery a Londra, la Biennale di Venezia, MAXXI di Roma e l’Hangar Pirelli Bicocca di Milano, rappresentando esempi potenti di come l’arte possa essere motore di trasformazione sociale. Il lavoro di Orta si distingue anche per il suo costante impegno nell’arte partecipativa. Da oltre trent’anni lo studio di Lucy + Jorge Orta coinvolge attivamente le comunità locali nei processi creativi attraverso workshop, performance e installazioni collettive. L’arte diventa così uno strumento di dialogo, trasformazione e costruzione di senso condiviso, capace di generare nuove forme di relazione tra individui, territori e identità.

CasermArcheologica è un percorso di rigenerazione urbana che ha riqualificato l’ex Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro urbano. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti, professionisti e professioniste, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, cittadinanza, l’Associazione CasermArcheologica ha riaperto alla città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro di produzione culturale aperto tutti i giorni, dedicato alle Arti Contemporanee, alla formazione e spazio di ricerca e lavoro per professionisti e professioniste dall’Italia e dall’estero. CasermArcheologica è un’architettura di comunità, un presidio pubblico che ha le sue fondamenta in tutti coloro che se ne prendono cura. Dal 2013 CasermArcheologica ha trasformato Palazzo Muglioni in un luogo in cui le sale di un edificio abbandonato dalle molte storie sono diventate opportunità per mettere in dialogo quotidianamente ricerche artistiche, percorsi professionali, reti di prossimità e prospettive internazionali.

Simonetta Carbonaro è esperta di cultura dei consumi. Svolge ricerche sull’ethos delle società contemporanee, da cui trae interpretazioni sui processi di trasformazione dei bisogni umani e delle dinamiche socioculturali. Ha insegnato presso la scuola postuniversitaria di design Domus Academy di Milano ed è stata Visiting Professor al London College of Fashion. Nel 2004 ha ricevuto in Svezia il titolo di Professor in Design Management e Humanistic Marketing dall’Università di Borås, dove ha diretto l’iniziativa The Design of Prosperity, un think tank che indaga come la cultura del progetto possa generare nuovi modelli di prosperità capaci di integrare la dimensioni economica, ambientale, culturale e sociale. Nel 1997 ha co-fondato in Germania, insieme a Christian Votava, la società di consulenza REALISE, all’interno della quale conduce progetti di gestione e comunicazione dell’innovazione sostenibile per grandi marchi internazionali. La sua attuale sfida è il sostegno all’arte partecipativa come strumento capace di stimolare la necessaria trasformazione culturale delle società, promuovendo nuovi stili di vita e di pensiero.

Giuliano Corti Scrive sceneggiature per installazioni multimediali di argomento storico, artistico, scientifico e biografico. Storie di uomini, di opere d’arte e di avvenimenti culturali escono così dagli “archivi della memoria” per proporsi ai diversi “pubblici” dei musei e all’esperienza interattiva delle giovani e meno giovani generazioni.
Laureato in Storia e Filosofia all’Università Statale di Milano. Specializzato in Filosofia Teoretica all’Università di Pavia, dopo aver insegnato nei licei, ha lavorato come copywriter in diverse agenzie di pubblicità. Oggi collabora con reputate case di produzione multimediale nel campo della multimedia experience e della multimedialità interattiva.
È giornalista pubblicista, traduttore di testi poetici e teatrali; autore di racconti, libretti d’opera, sceneggiature per il cinema nonché testi teatrali. Ha curato la prima edizione video della Storia dell’Arte di Giulio Carlo Argan e diverse monografie video di mostre temporanee: Giulio Romano, Pisanello, Botticelli, Arte Americana, I Goti, Fortunato De Pero, Luigi Vanvitelli.

Un progetto di CasermArcheologica
con il contributo di Fondazione CR Firenze
In collaborazione con REALISE e Lucy + Jorge ORTA

con il supporto istituzionale di Comune di Sansepolcro, Comune di Anghiari, Musei Civici Madonna del Parto, University of the Art, London

con il sostegno di Busatti, Tecnothermo, Ilvio Gallo, Zotti & Coulon, Fondazione Progetto Valtiberina, Sintagmi, Abakanowicz Fondation

LUCY ORTA
Community Threads

CasermArcheologica, Sansepolro, 28 February – 15 July 2026
Via Niccolò Aggiunti, 55, 52037 Sansepolcro (AR), Italy
Lucy Orta’s installation is open to the public from Monday to Friday 10 am to 6 pm, Saturday from 3 pm to 7 pm.

CasermArcheologica presents Community Threads, a site-specific installation by internationally recognised artist Lucy Orta drawing from a residency and community engagement in 2025. Curated by Simonetta Carbonaro, the project will be presented in a press preview on Friday, 27 February 2026 at 11:30 am at Palazzo Muglioni, a historic building in Sansepolcro, in the Valtiberina valley. Since 2013, the palace has played a key role in a culture-led regeneration process conducted by the CasermArcheologica Association and is today one of Italy’s most dynamic cultural production centers.

The residency and exhibition programme are supported by Fondazione CR Firenze, with the institutional backing of the Municipality of Sansepolcro, the Municipality of Anghiari, and the Madonna del Parto Civic Museums.

Community Threads was born from the collaboration between CasermArcheologica, the Lucy + Jorge Orta studio, and the curatorial consultancy of Simonetta Carbonaro.

The project, launched in July 2025 during Lucy Orta’s artistic residency at CasermArcheologica and in the Valtiberina Tuscan region, is the result of a participatory art process. During her residency, the artist explored the territory and met thirty-three people—craftspeople, artists, teachers, entrepreneurs, activists and citizens of different ages. These encounters created moments of listening in which testimonies linked to personal experience and local identity began to emerge, starting from the question: “What connects you to this land, and what pushes you away from it?”

From this collective narrative, Lucy Orta distilled an essential idea, transforming it into an original installation conceived and realized specifically for this site, the community and its audience: an encampment of five tent-like sculptures, woven from linen and hemp cultivated in Tuscan soil—both a symbolic and a real space of encounter and resistance.

According to the artist, Community Threads begins with a primary and universal gesture: the act of gathering. The reference is ancient: the Ohel (Hebrew for “tent”) is the archetype of a sacred and protective space where the human and the sacred meet—the tent of the Madonna del Parto or the mantle of the Madonna della Misericordia by Piero della Francesca —but it is also a place of assembly, storytelling and transmission. A fragile and fluid architecture suspended between journey and temporary dwelling, offering the necessary shelter during every transition.

To give form to such a powerful archetype, Lucy Orta has created an equally powerful installation, the result of an extensive and meticulous work. The artist embroidered the portrait of each of the thirty-three people she encountered onto thirty-three cloth panels that come together to form five tent-like sculptures, creating a kind of encampment that gathers the individual profiles of communal life. The linen and hemp fabrics, made from old hand-woven sheets, evoke the material and moral memory of the territory and the bond between body, community, and environment. Among the suspended threads of each embroidered portrait emerge pearls, small golden tongues, silent guardians of the spoken word.

Ninety-nine small, hand-modelled terracotta artefacts hang from the cloths, evoking the plants, animals, and minerals that the inhabitants of the valley associate with their land. They suggest the fragile yet living architecture of a community that continues to endure. “These amulet-like forms act as weights,” Lucy Orta explains. “They anchor the textiles to the ground, like the whorls of ancient looms creating lines of tension that vibrate in resonance with the oral testimonies embedded in the embroidery.”

The installation becomes a place of gathering, shelter, and dialogue, where the uniqueness of each individual is woven into a collective cloth. Here, personal memories are transformed into shared consciousness, and every voice can resonate within the wider chorus of the community, inviting an experience of presence, listening, and active participation.

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Lucy Orta is one of the most internationally recognized artists for her ability to merge visual art with social commitment. With the studio, founded with Jorge Orta in 1991, Lucy addresses issues such as migration, environmental protection, human rights and community-building. Her works have been exhibited at prestigious institutions including the Barbican Gallery in London, the Biennale in Venice, MAXXI in Rome, and Pirelli Hangar Bicocca in Milan, offering powerful examples of how art can act as a catalyst for social transformation. Orta’s practice is also distinguished by her sustained engagement with participatory art. For over thirty years the studio of Lucy + Jorge Orta have actively involved local communities—through workshops, performances and collective installations—in the creative processes. Art thus becomes a tool for dialogue, transformation and the construction of shared meaning, capable of generating new forms of relationship between individuals, territories and identities.

CasermArcheologica is an urban regeneration project that has and redeveloped and repurposed the former Carabinieri barracks of Sansepolcro, located within Palazzo Muglioni, a historic building in the town centre. Thanks to an extraordinary movement involving students, professionals, entrepreneurs, institutions and foundations, and the local community, the CasermArcheologica Association has reopened two floors of the palace—abandoned and unused since the 1990s—now once again accessible as a cultural production centre open daily. Dedicated to contemporary arts, education and research, it provides a working space for professionals from Italy and abroad. CasermArcheologica is an architecture of community, a public asset grounded in all those who care for it. Since 2013, CasermArcheologica has transformed Palazzo Muglioni into a place where the rooms of an abandoned building rich in histories have become opportunities to bring artistic research, professional pathways, local networks and international perspectives into daily dialogue.

Simonetta Carbonaro is an expert in consumer culture. Her research focuses on the ethos of contemporary societies, from which she derives interpretations of the transformation of human needs and socio-cultural dynamics. She has taught at the postgraduate design school Domus Academy in Milan and has been a Visiting Professor at the London College of Fashion. In 2004, she was awarded the title of Professor in Design Management and Humanistic Marketing by the University of Borås (Sweden), where she directed The Design of Prosperity, a think tank exploring how design culture can generate new models of prosperity integrating economic, environmental, cultural and social dimensions. In 1997, together with Christian Votava, she co-founded the consultancy REALISE in Germany, where she leads projects in sustainable innovation management and communication for major international brands. Her current challenge is supporting participatory art as a tool capable of stimulating the necessary cultural transformation of societies, promoting new lifestyles and ways of thinking.

Giuliano Corti writes screenplays for multimedia installations on historical, artistic, scientific, and biographical subjects. Stories of people, works of art, and cultural events thus emerge from the “archives of memory” to be offered to the various audiences of museums and to the interactive experience of younger and older generations alike. He holds a degree in History and Philosophy from the State University of Milan and PhD in Theoretical Philosophy at the University of Pavia. After teaching in high schools, he worked as a copywriter in several advertising agencies. Today he collaborates with renowned multimedia production companies in the field of multimedia experience and interactive multimedia. He is a freelance journalist, a translator of poetic and theatrical texts, and the author of short stories, opera librettos, screenplays for cinema, as well as theatrical texts. He curated the first video edition of Giulio Carlo Argan’s History of Art and several video monographs of temporary exhibitions: Giulio Romano, Pisanello, Botticelli, American Art, The Goths, Fortunato De Pero, Luigi Vanvitelli.

A project by CasermArcheologica
with the contribution of Fondazione CR Firenze
in collaboration with REALISE and Lucy + Jorge ORTA

with the institutional support of the Municipality of Sansepolcro, the Municipality of Anghiari and the Madonna del Parto Civic Museums, Università delle Arti di Londra and with the support of Busatti, Tecnothermo, Ilvio Gallo, Zotti & Coulon, Fondazione Progetto Valtiberina, Sintagmi, Abakanowicz Foundation

Photo Credits: Elisa Nocentini, Ilvio Gallo