Tra visibile e invisibile

Mostra  fotografica
con l’Associazione Electra
a cura di Beatrice Giudici
inaugurazione DOMENICA 17 MARZO con workshop di cianotipia e vernissage

IL PROGETTO

Le immagini e i testi che abbiamo raccolto sono l’espressione del lavoro di un gruppo di giovani adulti disabili e degli operatori sociali che con loro condividono sogni e incertezze.
La disabilità è una condizione spesso già presente alla nascita, ed è contraddistinta da alcune caratteristiche che possono essere facilmente compensate se il contesto si adopera in funzione del benessere dell’individuo; viceversa, in assenza di presupposti generali quali l’accoglienza, l’accettazione della diversità e la volontà di smantellare tutte le barriere che impediscono un proficuo inserimento sociale della persona, questa si conclama come svantaggio.

Il nostro percorso narrativo si dipana attraverso fotogrammi, pensieri e poesie, ed è il frutto di un lavoro collettivo che ci consegna sia una dimensione soggettiva che sociale. Questo si caratterizza perché cooperativo, a dimostrazione di come l’arte sia in grado di spostare l’attenzione sulle potenzialità piuttosto che sulle carenze.

Prima e durante i nostri viaggi, viviamo e scattiamo insieme. La fotografia stenopeica è entrata a far parte della nostra quotidianità: aspettiamo la luce giusta, a volte abbiamo freddo, spesso siamo  sconfitti da un tramonto che scompare troppo presto. Il bagliore minuscolo che filtra dal foro della macchina stenopeica è diventato molto più di un processo chimico; è un atto di libertà che ha ribaltato la nostra prospettiva, rivelando ciò che davvero siamo e restituendo una nuova immagine di noi.

Le nostre foto sono mappe inedite, raccontano la luce prima che le architetture, il cielo, l’aria e la poesia che si cela nell’attesa, onorano luoghi che sono più di un semplice ricordo. Sono sgranate, sovraesposte, sfocate. Seguono le regole della fotografia ma le piegano al tremore di una mano, all’equilibrio precario, alla miopia. Trasformano, come trasforma un viaggio, dal quale non si torna mai più come si è partiti.

Serena Marinelli, Educatrice, Responsabile Centro Diurno CLA

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TRA VISIBILE E INVISIBILE di Beatrice Giudici

Tema della mostra è il carattere esplorativo della visione durante il viaggio, esperienza volta ad acutizzare i nostri sensi e la nostra sensibilità. Nel momento della visione, l’occhio viene “toccato” da un certo contattocon il mondo e lo restituisce al visibile mediante la rappresentazione artistica. Le opere selezionate testimoniano come lo sguardo, la cattura di quella parte invisibile della realtà, risulti diversa da persona a persona.

Gli scatti sono stati realizzati da un gruppo di giovani artisti amatoriali durante alcuni viaggi intrapresi in diverse città come Amsterdam e Atene e sono volti a evidenziare come realtà diverse inneschino visioni e sguardi creativi e liberi. Ciò che lega gli artisti agli scatti è una particolareemotivitàche permette di riconoscere in ciò che si vede una realtà del tutto personale. La loro interpretazione del mondo avviene in una percezione soggettiva e quindi multipla.

La mostra si divide in quattro sezioni: una prima sala dedicata alle poesie scritte dagli artisti, una seconda legata a fotografie stenopeiche scattate ad Atene e altre che hanno come protagonista il cielo; la terza sezione prevede la raccolta delle fotografie in bianco e nero, mentre l’ultima sarà dedicata agli scatti realizzati ad Amsterdam e ad altri che vedono come tema portante l’inverno e la neve. A concludere il percorso una fotografia rappresentativa dei giovani artisti.

 «Immerso nel visibile mediante il suo corpo, anch’esso visibile, il vedente non si appropria di ciò che vede: l’accosta soltanto allo sguardo, che apre sul mondo» – Maurice Merleau Ponty

L’utilizzo dello sguardo con volontà esplorativa diventa una ricerca di emozioni e sensazioni che permettono di cogliere una realtà nuova, o meglio l’invisibile nel visibile. Come diceva il filosofo Merleau Ponty nel suo famoso saggio “L’Occhio e lo Spirito”, per arrivare alla conoscenza i due elementi devono compenetrarsi e unirsi così come l’oggetto e il soggetto.

L’atto della visione diventa quindi un prendere parte, un essere coinvolti spiritualmente con ciò che si ha dinanzi. Colui che si immerge nel visibile mediante il suo corpo (anch’esso visibile), non si appropria di ciò che vede ma lo accosta con lo sguardo rilevando quell’opacità del mondo che solo la creatività e l’arte rivelano. É questo quello che accade nel viaggio. Un confronto con situazioni diverse che innescano in noi un cambiamento interiore, una ricerca di qualcosa di nuovo attraverso uno sguardo innovativo. Il viaggio, in tutte le sue dimensioni, educa e porta il viaggiatore a una maggiore consapevolezza di sé, del proprio mondo interiore e della realtà circostante. L’occhio viene toccato da un certo impatto con il mondo e lo restituisce al visibile mediante la rappresentazione artistica. In questo senso le fotografie esposte vogliono celebrare questo enigma della visibilità. La rappresentazione fotografica dona esistenza a ciò che la visione profana crede invisibile, cattura immagini, momenti, creando continuamente il mondo che ci circonda.

La mostra è stata curata da Beatrice Giudici, studentessa dello IULM di Milano che ha presentato questo progetto all’interno della sua tesi di fine corso.

Il progetto è inserito nel programma Sansepolcro, nell’anno di Leonardo da Vinci 2019