La mostra I Quaderni dell’Arte raccoglie oltre 130 quaderni, frutto di quattordici anni di storie, pensieri e immagini elaborati da ragazze e ragazzi di sedici anni durante il terzo anno del Liceo Scientifico e Linguistico dell’Istituto Superiore di Sansepolcro, a partire dal 2012.
Migliaia di pagine scritte, disegnate, incollate, ricamate, che si sono stratificate nel tempo come tracce di un’interiorità complessa, a volte coraggiosa, a volte timorosa di essere guardata.
Pagine che raccontano l’adolescenza come età viva, densa, fragile e potente, e che continuano a dialogare con la storia di questo luogo e con chi oggi le osserva.
Il primo percorso de i Quaderni dell’Arte prende forma nell’anno scolastico 2011/2012, a partire dall’esperienza condivisa tra l’artista e insegnante Ilaria Margutti e i suoi studenti.
È dalla loro curiosità, dal loro entusiasmo e dal bisogno comune di un’alternativa allo studio esclusivamente didattico dell’arte, che è nata l’idea di un percorso fondato sull’esperienza, sul processo artistico e sulla ricerca personale.
Ogni quaderno nasce dallo studio e dall’incontro con opere di arte contemporanea affrontate in classe, non come modelli da imitare ma come occasioni di pensiero e di immaginazione.
Artisti e artiste come Maria Lai, Alberto Burri, Anselm Kiefer, Francesca Woodman, Anish Kapoor, Rebecca Horn, Chiharu Shiota, Tomás Saraceno, Lucy Orta, Niki de Saint Phalle o Sophie Calle, sono diventati punti di partenza per un lavoro personale, sensibile e libero.
I quaderni non offrono risposte, ma pongono una domanda a ogni osservatore che li sfoglia, li legge e li attraversa, chiamandolo in causa:
Con quale forma sei qui a guardarmi?
Nel tempo, i Quaderni dell’Arte hanno superato i confini dell’aula, abitato luoghi in attesa, palazzi abbandonati, musei e spazi associativi, intrecciandosi in modo profondo con la storia di Palazzo Muglioni, oggi CasermArcheologica.
Questa mostra raccoglie tutti i quaderni lasciati qui come traccia per le generazioni successive, gli altri sono tornati a casa con chi li ha scritti.
Insieme raccontano non solo ciò che è stato, ma ciò che continua ad accadere, ogni volta che qualcuno si ferma e prova a dare forma al proprio pensiero.
